I nazisti della sanità mondiale

•gennaio 3, 2010 • Lascia un commento

Dopo la campagna mediatica, lanciata prima dell’estate, che ci ha terrorizzati sulle possibili conseguenze dell’influenza suina, dopo miliardi di dollari spesi in tutto il mondo per ingrassare le multinazionali del farmaco, che hanno indotto i governi a fare incetta di inutili vaccini, tutto tace.
Si scopre, intanto, che ai vertici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si trovano dei nazisti che giocano con la vita e la morte dell’intera umanità.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6614&mode=thread&order=0&thold=0

E persino Gasparri, che non è proprio un anticapitalista convinto, denuncia questo probabile crimine:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/01/InfluenzaA-vaccini-multinazionali.shtml?uuid=b99c3f92-f7cd-11de-9693-7eace33fa2e2&DocRulesView=Libero

Secondo Gasparri «è difficile non pensare a manovre speculative a livello planetario di spregiudicate multinazionali, così potenti da condizionare un’informazione che con il suo allarmismo diventa scendiletto di pescicani».

Signore e signori, buonanotte

•gennaio 2, 2010 • Lascia un commento

Uommene ‘e Napule, vulesseve abbrutirvi pure, lavorando all’intrasatta per dieci ore al giorno comm e’ bestie, abbandonando il vostro stato disoccupatorio permanente?

Buon anno a tutti?

•dicembre 31, 2009 • 1 commento

Questa volta non
cado nella retorica natalizia ed
auguro buon anno a tutti quelli che hanno buone intenzioni nell’animo..

a tutti gli altri, cattivo anno

La Cina “socialista”

•dicembre 27, 2009 • Lascia un commento

Di socialista in Cina vi è solo il nome. Gli schiavi dell’antica Roma avevano condizioni di vita decisamente più umane dei lavoratori cinesi:

http://www.youtube.com/watch?v=pbMQKVE2ZkA&feature=PlayList&p=A5CDCE6C15BF4646&index=0

http://www.youtube.com/watch?v=mpDjyKIHPKk&feature=PlayList&p=A5CDCE6C15BF4646&index=1

Salari di 8 centesimi all’ora, divieto di sciopero, straordinari non pagati e prolungati fino al cuore della notte: sullo sfruttamento di questi lavoratori nasce la ricchezza di quel paese e in parte anche di quella di noi occidentali, che consumiamo ogni genere di merce lì prodotta a basso costo.

Ninco Nanco

•dicembre 20, 2009 • Lascia un commento

La storia la fanno i vincitori:

Napoli Antifascista

•dicembre 14, 2009 • 1 commento

sono passati 40 anni da quel 12 dicembre del 1969, in queste immagini il corteo antifascista tenutosi a Napoli.

L’antifascismo è piu che mai attuale.

Il marketing della protesta

•dicembre 5, 2009 • Lascia un commento

Oggi notavo in edicola che anche Liberazione aveva un titolo in viola e inneggiava al no-B day.
Il rosso, putroppo, non si porta più.
La capacità di analisi critica della sinistra cosiddetta radicale è ridotta ai minimi termini.
Ci si accoda ad un movimento creato a tavolino oltre oceano, che ha lo scopo di eliminare un personaggio che non è perfettamente allineato ai voleri dei “liberatori”.
Riporto questo post ripreso da un altro blog. Ne condivido pienamente il contenuto:

La prima cosa mi viene in mente riguardo alla costituenda manifestazione è:

i comunicati del comitato organizzatore saranno in inglese?

No mica per nulla, come si dice dalle mie parti, ma il titolo di una manifestazione italiana a tema in cui “Berlusconi” è l’unica parola di discendenza italica mi lascia costernato e divertito allo stesso tempo.

Ci saranno anche le “nomination”? Ci sarà una giuria popolare o tutto verrà deciso nel regno finanziario di sua maestà britannica con forte partecipazione statunitense? Ci daranno un numero telefonico, probabilmente della Vodafone, al quale inviare i nostri gioiosi SMS carichi di emoticons e preferenze? In futuro verrà definita vome rivoluzione viola o, che sò, il tutto verrà ribattezzato come “violet revolution” oppure “purple revolution”?

Sarà ammesso chiamare Di Pietro come Antonio o sarà necessario il seppur confidenziale-politicamente-corretto Tony. MicroMega dovremo pronunciarla MaicroMega? Liberacittadinanza diverrà freecitizenship? Come faremo con il personalmente a me caro Giulietto Chiesa di MegaChip a tradurne il nome dato che Juliet è femminile? Per il resto è facile, Liberazione=liberation, La Repubblica=The Republic.

Parteciperà Viktor Juščenko il beneficiato della rivoluzione arancione? Ci sarà Mikheil Saakašvili vate della rivoluzione delle rose? Non penso potrà mancare Kurmanbek Bakiyev santificato dalla rivoluzione dei tulipani, o qualche monaco buddista della Rivoluzione zafferano unito a qualche occidental-iraniano della rivoluzione verde.

Carissimi questa per il sottoscritto è l’ennesima trovata anglo-statunitense per levarsi dai coglioni il Berlusconi, troppa Russia, troppa Libia, troppa Turchia e poi tutte quelle puttane!
Ed adesso c’è anche un’opposizione, si far per dire, che può egregiamente prenderne il posto e riallineare la servitù itagliana [1] ai sacri interessi nazionalfinanziari anglo-americani. Interessi dai quali io e molti altri come me lo prenderanno sonoramente, ma in modo politicamente corretto, in quel posto.

Non voglio trovarmi a dire “buongiorno Bersani” e sapere che la traduzione inglese del mio saluto è “god save the queen” o l’equivalente “god bless America”.

Io non lo voglio Berlusconi ma nemmeno voglio i finanzieri anglo-americani.

Io a questa manifestazione non ci sarò.

[1] L’errore è voluto .

http://brezzarossa.blogspot.com/

No alla privatizzazione dell’acqua

•novembre 19, 2009 • 1 commento

Contrariamente a quanto chiesto da centinaia di migliaia di cittadini, che avevano sostenuto una legge di iniziativa popolare con cui si chiedeva che l’acqua restasse un bene pubblico, questo governo si accinge a soddisfare le richieste delle solite lobbies, che estorceranno denaro ai cittadini anche dalla gestione di un bene così essenziale.
Tutto ciò viene propagandato come necessario al fine di introdurre meccanismi di concorrenza in questo settore: come se poi fosse possibile scegliere al rubinetto di bere l’acqua di Tizio e non quella di Caio. Di fatto si avrà come conseguenza la creazione di monopoli privati che avranno come fine ultimo quello di massimizzare il profitto, non quello di migliorare il servizio. Il bello è che fanno passare tutto ciò come progresso e la gran parte della gente, presa da altre mille cose, resta indifferente.
Condivido totalmente il pensiero riportato in questo articolo:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6490

La privatizzazione della vita agisce simultaneamente su due versanti, contigui e interconnessi come le due facce di un’unica moneta. Su un versante si procede a privatizzare la proprietà non più solo dei mezzi di produzione ma anche dei mezzi di sussistenza della vita della specie, sull’altro si mette in scena la riduzione della vita sociale a fatto privato.

Il vero potere

•novembre 6, 2009 • Lascia un commento

Quando si parla di politica, a volte ci si accapiglia tra i sostenitori di D’Alema, Mastella, Fini,  Bondi e compagnia cantante. Ma quanto veramente contano queste figure nel determinare le scelte dei governi? E quanto realmente sono liberi gli stessi governi nei cosiddetti paesi democratici?
Condivido l’analisi riportate in questo articolo: i politici sono solo marionette, messe li’ per far star buone le masse. Il vero potere è altrove, in organismi che nessuno ha eletto e che pochi conoscono, che lavorano nell’ombra mentre noi siamo distratti dagli scandali a base di trans ed escort.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6445

Alberto da Giussano e Federico II di Svevia

•ottobre 3, 2009 • 1 commento

Non si può pretendere che gente come Bossi e soci capiscano la storia.  Ma sentire anche gente come La Russa esaltare una figura come Alberto da Giussano, che rappresenta la reazione del mondo feudale che si opponeva alla nascita di uno Stato unitario sotto il controllo di Federico Barbarossa, ci fa capire come quelli che un tempo si definivano fascisti siano caduti veramente in basso.

http://www.repubblica.it/2009/08/sezion … rossa.html

Al sud, che a quel tempo era forse  più progredito del nord, il nipote del Barbarossa, Federico II di Svevia, emanò le Costituzioni di Melfi (http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzioni_di_Melfi) ponendo un freno ai privilegi nobiliari e creando, primo in Europa, uno Stato unitario moderno.