Il problema della crescita

In risposta a chi crede che la sinistra guardi al passato, a chi crede che la crescita economica risolva tutti i problemi, come Veltroni e Berlusconi continuano a ripetere, penso possa essere interessante questo articolo, di cui ho tradotto la parte iniziale.
Il resto, in inglese, si puo’ trovare a questo indirizzo.http://www.theoildrum.com/node/3721

Il problema della crescita*

*libera traduzione dal sito “The Oil Drum”; articolo postato il 21 Marzo 2008; autore Stuart Staniford.

Stuart Staniford ha proposto “un passo in avanti” per il genere umano nel suo articolo “Powering Civilitazion to 2050”. Questo articolo propone una visione alternativa per il futuro: invece di provare a creare continue interruzioni alla domanda di crescita, dobbiamo prendere il problema della crescita in modo diretto. Una crescita infinita è impossibile in un mondo finito: una grande crescita economica è anche possibile senza una crescita nel consumo di risorse, ma alla fin fine, l’ipotesi di crescita infinita comporta necessariamente una crescita infinita di consumo di risorse. La crescita del consumo di risorse causa dei problemi: porta la civiltà a confliggere con il nostro sistema di supporto ambientale. La crescita è anche uno dei modi di migliorare il nostro standard di vita, creando più prodotti e più consumo pro-capite. Ma la crescita, in ogni modo, produce anche disuguaglianze e non si può affermare con certezza che il 10% più sfruttato dell’umanità oggi stia meglio del 10% più sfruttato delle epoche precedenti. Per tale ragione, se si accetta il principio che una crescita infinita è impossibile in un mondo finito, a quel punto impiegare la crescita oggi per risolvere i nostri problemi immediati rappresenta un azzardo morale, che sposta il problema, probabilmente il più grave dei problemi, sulle generazioni future.

“Tenendo ciò presente, è mio intento qui proporre una possibile via di uscita per il genere umano, affrontando direttamente il problema della crescita. Sto tentando di definire ciò che io vedo come un approccio concreto – che non si fonda su buoni propositi come la cooperazione universale o l’ipotesi che la tecnologia risolverà ogni problema. Il mio approccio al problema della crescita consiste nel provare a fermarmi nel descrivere i sintomi (sovrappopolazione, inquinamento, riscaldamente globale, picco della produzione di petrolio) e tentare invece di identificare la radice del problema.

Il problema è la struttura gerarchica della civiltà umana. La gerarchia ha bisogno di crescita. La crescita è il risultato della dipendenza. La soluzione al problema della crescita, perciò, è l’eliminazione della dipendenza. Questo articolo elabora ognuno di questi punti e propone un modo per eliminare effettivamente la dipendenza, creando piccole ma autosufficienti reti interconnesse, che io chiamerò “rizomi”.

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Hunc igitur terrorem animi tenebrasque necessest
non radis solis neque lucida tela diei
discutiant, sed naturae species ratioqueTiti Lucreti Cari – De rerum naturae (Liber I, 146-148)

Non saranno dunque i raggi del sole o il chiarore del giorno a squarciare le tenebre e il terrore dell’animo, ma l’osservazione razionale della natura.

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~ di Giuseppe su marzo 28, 2008.

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