Indoviniamo chi lo ha detto?

Alcune le ho tolte….

«Anzitutto, lasciatemi dire molto chiaramente, i poveri non sono necessariamente assassini. Solo perché ti capita di non essere ricco, ciò non significa che tu voglia uccidere».
(Washington, 19 maggio 2003).

«Se gli iraniani dovessero avere un’arma nucleare, potrebbero proliferare».
(Washington, 21 marzo 2006).

«Il senato degli Stati Uniti commetterebbe un errore se lasciasse uscire da quest’aula un qualunque tipo di clone umano».
(Washington, 10 aprile 2002).

«Ma l’Iraq ha – hanno gente là che vuole uccidere, e sono assassini duri. Noi lavoreremo con gli iracheni ad assicurare il loro futuro».
(Washington, 28 aprile 2005).

«Secondo me la guerra è un posto pericoloso».
(Washington, 7 maggio 2003).

«Per ogni sparatoria con esito mortale, ce ne sono state circa tre con esito non mortale. E questo, ragazzi, in America è inaccettabile. Inaccettabile. E noi faremo qualcosa per questo».
(A proposito della violenza in Usa, Philadelphia, 14 maggio 2001).

«Non sono molto analitico. Sa, io non passo un sacco di tempo a pensare a me stesso, a perché faccio certe cose».
(Sull’Air Force One, intervista, 4 giugno 2003).

«Troppi buoni dottori hanno perso il lavoro. Troppi ginecologi non riescono più a praticare il loro amore con le donne in tutto questo paese»
(Poplar Bluff, Missouri, 6 settembre 2004).

«La verità è, se ci pensate con attenzione, che Saddam sarebbe ancora al potere se fosse il presidente degli Stati Uniti, e il mondo sarebbe in forma molto migliore».
(St.Louis, Missouri, 8 ottobre 2004).

«Le nostre importazioni provengono in sempre maggiore quantità dall’estero».
(Beaverton, Oregon, 25 settembre 2005).

«Non sono un esperto di come la pensa il popolo iracheno, perché io vivo in America, dov’è più simpatico, sicuro e assicurato».
(Washington, 23 settembre 2004),

«E’ importante per noi spiegare alla nazione che la vita è importante. Non solo la vita dei bambini, ma la vita dei figli che vivono, sapete, negli oscuri sotterranei di Internet».
(Arlington Heights, Illinois, 24 ottobre 2000).

«Wow! Il Brasile è grosso!».
(Davanti a una carta del Brasile all’incontro con il presidente Lula da Silva, Brasilia, 6 novembre 2005).

«Avete dei negri anche voi?»
(al presidente brasiliano Fernando Cardoso, 8 novembre 2001).

«Voglio ringraziare gli astronauti che sono fra noi, i coraggiosi imprenditori spaziali che hanno dato un così meraviglioso esempio alla gioventù del nostro paese».
(Washington, 14 gennaio 2004).

«Abbiamo speso un sacco di tempo a parlare dell’Africa, come è dovere. L’Africa è una nazione che soffre di incredibili malattie».
(Gotheborg, Svezia, 14 giugno 2001).

«Sono onorato di stringere la mano ad un valoroso cittadino iracheno che ha avuto le mani tagliate da Saddam Hussein».
(Washington, 25 maggio 2004)

«E’ nell’interesse del nostro paese trovare quelli che vogliono farci danno, e metterli fuori pericolo».
(Washington, 28 aprile 2005).

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~ di Giuseppe su aprile 28, 2008.

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