Una constatazione superficiale

Voglio affrontare con voi un ragionamento che sicuramente è abbastanza superficiale, ma che dovrebbe essere analizzato per comprendere bene la situazione politica italiana.

L’art. 1 della costituzione al suo secondo comma recita: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione”. Questo è un principio sacro di civiltà e democrazia e tradotto nella pratica significa che le decisioni per la vita dei consociati sono prese dai consociati stessi. Poiché è impossibile che circa sessanta milioni di persone possano praticamente esercitare questo potere si utilizza il criterio della rappresentanza politica: le decisioni per la vita dei consociati sono prese dai rappresentanti scelti dai consociati stessi.

Ora vorrei fare un calcolo: La popolazione italiana è composta da 59.536.507 persone. Di queste solo una parte può votare (minorenni, falliti ed altri non fanno parte dell’elettorato attivo) della quale, alle ultime elezioni ha votato l’80%. Dai dati forniti dal Viminale l’80% dell’elettorato attivo corrisponde a circa 36.452.286 di persone.

Ora bisogna considerare che la nostra legge elettorale prevede che tutti quei partiti che alla camera non raggiungano il 4% non possono avere parlamentari.

Facciamo una piccola verifica delle ultime elezioni: Il Pdl+Lega+Mpa ha raggiunto il 46,812 % di voti; il Pd+Idv ha raggiunto il 37,546 % dei voti; l’UDC il 5,624 %; l’Svp il 0,405 % che grazie ad un diverso calcolo per la tutela delle minoranze in Trentino Alto Adige è riuscito ad ottenere la rappresentanza politica di 2 deputati. Tutti gli altri partiti non hanno rappresentanti.

Facciamo anche qui un piccolo calcolo: La Sinistra l’Arcobaleno ha preso il 3,084 % dei voti; La Destra il 2,428 %; il Partito Socialista lo 0,975 %; il Partito comunista dei lavoratori lo 0,571 %; la Sinistra critica lo 0,459 % e poi c’è un’infinità di partiti minori che, in totale, hanno preso il 2,081% dei voti. Ora sommando queste percentuali possiamo riscontrare che il 9,598% dei voti sono stati indirizzati a partiti che non hanno, ora, rappresentanti in parlamento.

Possiamo vedere che il 9,598% dei voti corrisponde a circa 3.503.496 di persone.

Come direbbe Lucarelli… “ricordiamocele queste 3.503.496 persone”.

Facciamo un altro calcolo: abbiamo detto che in Italia ci sono 59.536.507 persone ma delle quali hanno votato solo 36.452.286 (un po’ perché ha votato l’80% dell’elettorato attivo, un altro po’ perché l’elettorato attivo è notevolmente inferiore al numero complessivo della popolazione). Facendo una semplice sottrazione possiamo vedere che non hanno votato o non hanno potuto votare 23.084.221 persone. Sommando a questo numero quello lasciato prima in sospeso possiamo facilmente vedere che ben 26.587.717 persone, per motivi diversi, non hanno rappresentanti in parlamento. 26.587.717 persone significa il 44,6% della popolazione totale. Per cui, a causa della legge elettorale, della scelta personale delle persone, dell’età o di altri motivi, il nostro Parlamento oggi rappresenta solo il 56,4% dell’intera popolazione. Ma poiché la sovranità appartiene al popolo possiamo facilmente dire che, approssimando, la sovranità oggi è esercitata dalla metà della popolazione italiana

Come ho detto all’inizio so bene che questo è un calcolo ed un’analisi totalmente superficiale, che non dimostra nulla e sul quale non si può formulare nessuna teoria o discorso. Ma c’è anche da dire che forse questo calcolo, per quanto superficiale sia, non dovrebbe essere totalmente messa da parte per un’analisi approfondita sul sistema istituzionale italiano che, dal mio punto di vista, si trova in un periodo di crisi senza precedenti

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~ di Emanuele su giugno 8, 2008.

2 Risposte to “Una constatazione superficiale”

  1. La democrazia e’ una bella utopia. Quando vi sono due partiti identici, che scelgono i propri candidati, quando l’informazione e’espressione del potere economico, la democrazia diventa una parola vuota.

  2. La democrazia, semplicemente, non esiste. Il caso che hai enunciato non è che un altro esempio di quello che penso da tempo.

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