I cittadini attivi e passivi

Distinguere le persone oggi tra sinistra e destra probabilmente non ha più molto senso. Basterebbe guardare ai programmi del PD e del PDL alle scorse elezioni , per molti punti identici.
O basterebbe notare che alle riunioni del Bildelberg, che riunisce gli uomini più potenti della Terra, a cui oggi partecipa Padoa Schioppa (il ministro dell’economia del governo Prodi), ieri partecipava Tremonti (il ministro dell’economia del governo Berlusconi, che fa ora la parte di Robin Hood).
Una distinzione secondo me più realistica da fare sarebbe quella tra cittadini attivi e passivi.
I cittadini passivi credono di vivere nel migliore dei mondi possibili, credono che quello che gli viene passato dalla televisione e dai giornali è la realtà, che chi detiene il potere persegue il bene comune.
I cittadini passivi sono rilassati: essere passivi non richiede alcuno sforzo. Al massimo fungono inconsapevolmente da megafono quando c’e’ da ripetere agli altri quello che gli è stato comunicato dall’alto.
I cittadini attivi, invece, hanno compreso che forse non vivono nel migliore dei mondi possibili e che la verità va ricercata con fatica. Probabilmente un tempo erano anche essi passivi, ma ad un certo punto si sono resi conto che qualcosa non quadrava e hanno cominciato ad avere qualche sospetto. Man mano che scoprivano gli inganni a cui erano stati sottoposti, provavano un senso di incredulità e di smarrimento: fosse anche per un semplice fatto di orgoglio, non è facile ammettere di essere stati passivi per tanti anni.
In ogni modo, superata la fase dolorosa, i cittadini, diventati attivi, iniziano ad avere una visione critica della realtà e si rendono conto che ci sarebbe qualche cosina da cambiare, se si presentasse l’occasione per farlo.
In fondo già Platone, più di due mila anni fa aveva compreso questa distinzione, raccontata col mito della caverna: allora gli schiavi guardavano le ombre della realtà sul fondo della caverna, oggi gli schiavi guardano la televisione sul fondo della parete di casa.
Anche allora qualcuno che amava la verità (in greco, filosofo), usciva dalla caverna a guardare coi suoi occhi il mondo reale, ma quando tornava all’interno veniva schernito dagli altri, che non lo credevano e lo prendevano per pazzo.
Tornando ai nostri giorni, la tecnologia ci ha messo a disposizione uno straordinario strumento, la rete, che per la prima volta nella storia permette di connettere in maniera istantanea miliardi di individui in tutto il mondo, che possono comunicare liberamente e possono cercare ogni tipo di informazione, anche nei canali non ufficiali.
Sta a noi decidere se continuare ad accettare passivamente la pappa che ci preparano ogni giorno con cura o attivarci per prepararci il “pranzo” con le nostre mani. E’ sicuramente più faticoso, ma credo che essere consapevoli della realtà che ci circonda è il primo passo per vivere da uomini liberi e non da polli allevati in batteria.

« La verità è per noi perenne, infinito movimento. […] Scorgere la verità è la dignità dell’uomo. Solo attraverso la verità diveniamo liberi, e solo la libertà ci rende pronti incondizionatamente per la verità. »
Karl Jaspers,

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~ di Giuseppe su giugno 16, 2008.

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