Internet si avvia a superare la TV

http://www.repubblica.it/2008/01/sezion … ref=hpspr1

Ogni giorno che passa milioni di esseri umani in piu’ si connettono in tutto il mondo alla rete. Comunicano tra loro, scambiano opinioni, e magari, quando si sono scocciati di guardare filmati porno, iniziano a cercare delle risposte alle domande piu’ disparate che vengono loro in mente. Iniziano a dubitare che la realta’ che ci appare attraverso i mezzi convenzionali sia quella vera. Iniziano a capire che i politici sono personaggi televisivi. Iniziano a sperare che un giorno torneranno ad essere quello che sono diventati: fantasmi che popolano le nostre vite, tenuti in vita dal tubo catodico assieme alle Marie de Filippi di tutto il mondo.
Per quanto non lo dicano apertamente, i potenti della terra sarebbero ben lieti di sopprimere la rete. Ma neanche in Cina ci riescono. Dovrebbero distruggere il capitalismo stesso, che ha generato questo “mostro”, ma a chi gioverebbe la fine di tutto?

Riporto la parte finale di questo articolo, che tra l’altro risponde in un certo senso alla domanda: chi siamo?

Fenomenologia di Internet in quanto cervello sociale neotenico

Spunto da una conversazione fra anonimi smanettoni trovata sul Web

La Rete non è un prodotto-merce come gli altri. Anzi, contraddittoriamente, pur essendo sottomessa alla generale legge del valore, cioè al Capitale, si ribella a ogni tentativo di omologazione. Non scaturisce da esigenze economiche. È sfuggita all’apparato militare da cui è nata, ma anche alle accademie universitarie che la umiliavano come strumento elitario. Non proviene da un progetto scientifico secondo un qualche “paradigma” ma è diventata paradigma essa stessa. È un collage fra “pezzi” e “funzioni” telecom e informatiche, ma la sua vera natura è un’immane memoria dinamica al cui confronto l’hardware e il software non sono niente. È un cucciolo dell’homo sapiens (ha poco più di dieci anni oltre lo stadio fetale), quindi tremendamente fragile ma ditta già sulle sue decisioni. In quanto settore delle “nuove tecnologie” è fonte di gran parte della variazione del PIL globale ma è estremamente refrattaria alla legge del valore. Veicola la quasi totalità delle transazioni fra industrie (B2B, business to business, ovvero, secondo Marx: dominio del lavoro morto sul lavoro vivo) ma è solo un catalizzatore, non partecipa alla produzione materiale. È un mostro sociale che nessuno è ancora riuscito ad addomesticare e, scandalo degli scandali, non è proprietà di nessuno, si fa da sé, su standard propri.

La sua neotenìa è evidente. Non solo è cucciola: è anche debole, disarmata, infiltrabile, controllabile, violentabile, manovrabile. Chiunque può riempirla di scienza o di spazzatura, di bellezza o di obbrobrio. Può usarla il governo del paese più potente del mondo o un bambino per giocare. Anzi, è molto usata per giocare, dato che gioca soprattutto il tecnico smanettone che le dedica la sua vita (e il gioco è l’unica forma di attività umana nella società del valore).

Si evolve secondo il criterio degli “equilibri punteggiati”, dato che la sua evoluzione graduale provoca salti ogni volta che l’uomo si appropria di una sua nuova funzione. Il suo codice genetico non può che essere la matrice di sviluppo di sé stesso ed è distribuito a bassissimo livello macchina con protocolli free, di pubblico dominio. S’infiltra dappertutto e ha un fattore di crescita che nessun fenomeno ha mai conosciuto nella storia dell’Universo (tolto il Big Bang, o la Creazione da parte di Yahveh, che fa lo stesso). Il mondo la costringe ad essere lo specchio delle sue nefandezze e tuttavia è già fonte di conoscenza più della Biblioteca di Alessandria.

È il prodotto del paese più ricco, corrotto, decadente, controrivoluzionario, e tuttavia nei paesi più poveri, dove cova la rabbia del mondo, ci sono baracchini di fortuna con l’insegna “Internet Point”. E nessuno li potrà fermare.

http://www.quinterna.org/pubblicazioni/ … ustria.htm

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~ di Giuseppe su settembre 5, 2008.

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