La paura è il nostro nemico

Concordo con l’analisi fatta in questo articolo.

I problemi che oggi attanagliano miliardi di persone sono dovuti all’attuale sistema finanziario-economico-politico, che è stato creato da un gruppo di persone, che si ostina a fare in modo che permanga immutato. Risolvere i problemi attuali equivale ad abbattere tale sistema e ad istituirne un altro che sia favorevole agli interessi dei popoli.

Tale sistema, aggiungerei rifacendomi al vecchio Karl, è basato sulla divisione degli esseri umani in due grosse categorie. Una grande maggioranza, che per vivere vende il proprio lavoro agli altri, e una piccola minoranza, che un trucchetto (la proprietà privata, cioè sottratta agli altri), si appropria di parte del lavoro altrui. Questo accade ormai in ogni angolo della Terra (Cina “comunista” compresa).

L’essere umano, in tale situazione, è una merce come tutte le altre (con tutte le devastazioni psicologiche che la cosa comporta): è soggetto alla legge della domanda e dell’offerta. Nei periodi di crisi come questo, la merce-lavoro vale molto poco. Molti percio’ vengono licenziati, quelli che restano al lavoro sono costretti a vendersi a poco prezzo, altrimenti quelli che non ce l’hanno prendono il loro posto.

Come è possibile che, da quando Marx ha compreso questa elementare verità, gli uomini accettino una tale situazione, che non eguali in natura?

La piccola minoranza, indifferente alle sorti altrui (al punto che l’autrice dell’articolo ipotizza che abbia qualche rotella fuori posto: si pensi al recente massacro di innocenti di Gaza), riesce a far accettare questo stato di cose attraverso il controllo della mente (la famosa egemonia culturale di cui parlava quel “comunista” di Gramsci…). E qui interviene il meccanismo della paura:

… se non si avesse paura non si accetterebbe di sottostare a personaggi che fanno tutt’altro che operare per il bene della collettività. Per non ammettere di non voler fronteggiare la propria paura e di preferire la sottomissione e tutto ciò che ne deriva, molti razionalizzano ciò che accade, vedendo autorità autorevoli dove non ci sono, e persino istituzioni favorevoli ai cittadini quando l’evidenza dice il contrario. Di conseguenza, il gruppo che è abituato a sottomettere e ad arrogarsi un potere ingiusto, usurpando ricchezze che apparterrebbero a tutti, si rafforza ancora di più. La paura sembra essere diventata l’energia principale che tiene in vita un sistema che conviene soltanto a pochissimi. Senza considerare la paura non si spiegherebbe come mai miliardi di persone, dotate di normale intelligenza, non sono in grado di capire le caratteristiche più elementari dell’attuale sistema, come l’usurpazione del potere finanziario e l’uso strumentale dei partiti politici.

E dove non arriva la paura, ci pensa Maria de Filippi e forse ora anche Facebook…:

Oggi invece si è sudditi senza saperlo, e di coloro che hanno un potere assoluto, ergendosi al di sopra della legge, si sa ben poco. Molti ignorano persino la loro esistenza, o negano che esista un regime di sudditanza, illudendosi di essere in una democrazia.
La sudditanza consiste nel rotolarsi in un’esistenza non vera, manipolata, in cui la passività e gli aspetti più superficiali prevalgono. Ad esempio, oggi si può svolgere un lavoro frustrante, e alla sera si sta passivamente davanti alla Tv, trastullati da donne seminude, quiz demenziali o da serie televisive di scarsa qualità.


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~ di Giuseppe su gennaio 24, 2009.

2 Risposte to “La paura è il nostro nemico”

  1. Un popolo sfiduciato è un popolo senza futuro…

  2. Non dobbiamo essere sfiduciati. E’ ovvio che chi sta al potere usi ogni trucco per restarvi, compreso il controllo delle informazioni e della cultura. Ma puo’ farlo (e qui torniamo ad uno dei concetti chiavi compreso da Marx) fino a che il sistema (la struttura) regge.
    Nel momento in cui il sistema collassa, per cause non imputabili alla volontà di qualcuno (povero Berlusconi!) ma per le contradizioni interne ad esso, cadono anche le menzogne che gli apparati di potere hanno sapientemente costruito.
    Temo che quel momemto lo stiamo vivendo. Sono tempi difficili per tutti, ma molto interessanti. Stiamo vivendo una fase storica che resterà nei libri per sempre.
    Noi speriamo che ce la caviamo…

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