Il web rispecchia la realtà,ecco la triste verità….

Leggendo queste cose trasecolo…

ma davvero fanno? senza parole…

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2009/5-marzo-2009/mazzoni-facebook-via-napoli-campania-non–ammiscarci–1501060028601.shtml

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/5-marzo-2009/aiutiamo-clan-ad-ammazzare-saviano-facebook-ecco-gruppi-anti-gomorra-1501060259077.shtml

http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/03/04/il-giornalista-denuncia-la-mafia-su-facebook-e-la-sua-pagina-scompare/

il web rispecchia la realtà, ecco la triste verità…

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~ di Marcello su marzo 5, 2009.

Una Risposta to “Il web rispecchia la realtà,ecco la triste verità….”

  1. Napoli e’ una città straordinaria. Per ragioni storiche si trova da millenni al centro del mondo civile. Siccome penso che l’intelligenza non sia qualcosa di individuale ma si sviluppa proporzionalmente all’intensità e alla frequenza dei rapporti umani nel tempo, e siccome non riesco ad immaginare alcuna altra città del mondo che ha avuto una storia cosi’ particolare ed intensa, cosi’ tanti contatti col mondo, io che non sono napoletano ritengo che i napoletani abbiano qualcosa in più rispetto agli altri abitanti della terra.
    Nei vicoli del più grande “paese” del mondo c’e’ una saggezza altrove sconosciuta, mentre nell’atteggiamento di chi odia i napoletani vi è la miseria umana dei piccoli borghesi chiusi nelle loro villette di campagna, lontani dal contatto umano.
    Napoli è il futuro, è l’alternativa che è già presente e come magnificamente cantava Pino Daniele, prima di andare a vivere a Latina, “nun ce scassat o’ cazz”.

    Dal Numero 115, 13 ottobre 2007 della Newsletter di n+1:

    I SEGUACI (IGNARI) DEL FACCHINO NAPOLETANO

    Anche qualche borghese incomincia a capire che “l’uomo capitalista non è uomo ma fesso”: continua a lavorare un numero spropositato di ore quando in pochi minuti potrebbe produrre tutto quel che gli è necessario per vivere. Mentre Padoa Schioppa dà dei “bamboccioni” ai giovani costretti a rimanere in famiglia perché non trovano lavoro, Massimo Fini, in un articolo su “Libero”, giustifica e apprezza i “giovani fannulloni” perché si negano a “un modello di sviluppo insensato”. Egli ricorda che nelle società preindustriali e precapitaliste il lavoro non è idolatrato e si lavora solo quanto basta: “Tanto è vero che è nobile chi non lavora e contadini e artigiani lavorano solo per quanto gli basta. Il resto è vita”. Poco importa l’idea che Fini ha del marxismo, che del resto condivide con molti “marxisti”, ma è interessante che da file a-marxiste o tout court anti-marxiste si arrivi a conclusioni marxiste. Non quelle dei professori, ma quelle del proverbiale “facchino napoletano”, che marxisticamente rifiutava di portare la valigia al ricco turista perché aveva già mangiato, e rimaneva sdraiato a godersi la giornata di sole.

    http://www.quinterna.org/pubblicazioni/rivista/02/tempodilavoro.htm

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